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	<title>Guida Turistica &#8211; Almaran</title>
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	<title>Guida Turistica &#8211; Almaran</title>
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		<title>Percorsi Archeologici</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jan 2025 17:51:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Trapani e la sua provincia si caratterizzano per una concentrazione di monumenti storici e reperti archeologici forse unica al mondo. La civiltà greca e quella fenicia, la cartaginese e l’araba, la punica e la bizantina, gli elimi ed i normanni, trovano in questo territorio una vera culla della memoria, che testimonia senza ombra di dubbio [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Trapani e la sua provincia si caratterizzano per una concentrazione di monumenti storici e reperti archeologici forse unica al mondo. La civiltà greca e quella fenicia, la cartaginese e l’araba, la punica e la bizantina, gli elimi ed i normanni, trovano in questo territorio una vera culla della memoria, che testimonia senza ombra di dubbio il melting pot di razze e civiltà che si avvicendarono e si intrecciarono in questa terra, lasciando tracce di sé che raccontano e illustrano il nostro passato. Mothia a soli 15 minuti d’auto da Almaran Bed &amp; Breakfast, si trova nel cuore della riserva naturale della Laguna dello Stagnone. Antica colonia fenicia, fu la principale roccaforte dei Fenici, poi Punici di Cartagine, per la sua posizione immediatamente collegata alla terraferma, ma facilmente difendibile. La laguna, infatti, presenta fondali talmente bassi da poter essere percorsi anche a piedi o con carri. Mothia è uno splendido giardino mediterraneo, pieno di reperti fenici conservati nel Museo Whitaker, tra cui la statua ellenica del Giovinetto di Mothia (o Giovane con la tunica), rinvenuta nel 1979. Emozionanti la necropoli, i mosaici, il Tophet (area sacra) dove si effettuavano sacrifici umani, il choton, un piccolo porto artificiale, la Casa dei mosaici, le Porte Nord e Sud fiancheggiate da torri. Mothia venne distrutta nel 397 a.C. da Dionigi, Tiranno di Siracusa. Segesta che dista 30 Km da Almaran Bed &amp; Breakfast sull’autostrada Trapani-Palermo, fu una delle principali città degli Elimi, un popolo che &#8211; secondo la tradizione &#8211; proveniva da Troia. Segesta, ellenica nell’aspetto e nella cultura, fu uno dei centri più importanti della Sicilia e del Bacino del Mediterraneo. Dopo aver distrutto, assieme ai Cartaginesi, la rivale Selinunte, Segesta venne conquistata e distrutta da Siracusa. Dopo la I guerra punica passò ai Romani, sotto il cui dominio conobbe nuovi splendori. I suoi monumenti principali sono il Tempio dorico (430-420 a.C.), che è stato comparato al Partenone per la sua raffinatezza, uno spettacolo da non perdere anche per l’ottimo stato di conservazione, ed il Teatro (II secolo a.C.). Recenti scavi stanno rivelando un vero e proprio parco archeologico con due acropoli ed una cinta muraria provvista di porte monumentali. Fuori le mura, oltre al tempio dorico, si trovano il santuario di contrada Mango (VI-V secolo a.C.) ed una necropoli ellenistica. A luglio e agosto ogni anno si svolge presso il teatro una prestigiosa stagione teatrale. Selinunte a 45 minuti da Almaran Bed &amp; Breakfast, è la più occidentale delle colonie greche in Sicilia, ed una delle più ricche città dell’isola; essa rappresenta la più forte testimonianza della presenza greca in provincia di Trapani, venne fondata dai megaresi nel VII secolo a.C. Conobbe ricchezza e splendore fin quando venne distrutta dai Cartaginesi che si erano alleati con la sua nemica storica, Segesta. Il Parco archeologico di Selinunte (270 ettari) è il più grande di tutto il Mediterraneo. Gli scavi ancora in corso hanno finora portato alla luce 7 templi di stile dorico, che sono stati contrassegnati con lettere dell’alfabeto; tra questi, il più notevole è il Tempio G, che misura 110 metri di lunghezza e 55 di lato, uno dei più grandi di tutta l’architettura greca. Sono stati riportati alla luce anche il Santuario di Malophoros, dedicato a Demetra, quello di Zeus Meilichios e tre necropoli. Selinunte è immersa nella grande oasi naturale della riserva del fiume Belice e, a pochi passi dal parco archeologico, si trova una profonda e lunghissima spiaggia costeggiata da alcune pinete. La nave punica è uno dei più interessanti reperti di archeologia navale esistenti, si trova al Baglio Anselmi di Marsala, a 30 Km da Almaran Bed &amp; Breakfast, ed è una delle tante testimonianze della “battaglia delle Egadi” tra romani e cartaginesi avvenuta nel 241 a.C. Questi brevi cenni non vogliono assolutamente esaurire l’argomento archeologia nella provincia di Trapani, la più ricca di monumenti, ritrovamenti e testimonianze storiche e artistiche in Sicilia, ma solo fornire qualche suggerimento e…la voglia di scoprire il resto</p>
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		<title>Isole Egadi</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 21:50:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;acqua cristallina di Favgnana, la grotta del Genovese a Levanzo e le grotte marine di Marettimo sono sicuramente i punti di forza delle isole Egadi. Proponiamo ai nostri ospiti delle favolose mini crociere di un giorno con pranzo a bordo per visitare Favignana e Levanzo a solo € 40,00 a persona !!! per prenotazioni tel. [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;acqua cristallina di Favgnana, la grotta del Genovese a Levanzo e le grotte marine di Marettimo sono sicuramente i punti di forza delle isole Egadi. Proponiamo ai nostri ospiti delle favolose mini crociere di un giorno con pranzo a bordo per visitare Favignana e Levanzo a solo € 40,00 a persona !!! per prenotazioni tel. 3496110211 Antonio Levanzo è la più piccola e settentrionale delle Egadi. Si presenta di forma triangolare con una struttura decisamente collinare ed è la più antica dell’intero arcipelago in quanto risale ad oltre 200 milioni di anni fa, mentre gli insediamenti umani si datano intorno a diecimila anni fa testimoniati da affascinanti graffiti pleistocenici e dalle notevoli pitture di età neolitica ritrovate all’interno della celebre Grotta del Genovese. Levanzo presenta anche grazie alla pressoché totale assenza di veicoli a motore, una flora incontaminata lungo i sentieri collinari, da percorrere rigorosamente a piedi, ed una serie di cale e spiaggette dal fascino particolare per colori delle rocce, varietà dei fondali e trasparenza assoluta del mare. Favignana la più grande delle Egadi, detta la farfalla sul mare per la sua insolita configurazione, possiede incomparabili bellezze naturali ed è caratterizzata da un mare molto pescoso e cristallino, dalle insolite gradazioni di turchese. Le coste, che si estendono per 33 chilometri, sono prevalentemente rocciose, ma accessibili e non mancano le spiagge sabbiose. Di tradizionale attività marinara, Favignana è un’ambita meta turistica, anche per lo spettacolo insolito offerto dalla mattanza: la pesca del tonno che si svolge ogni anno tra maggio e giugno e si perpetua da secoli. In questo periodo i branchi di tonni seguono le correnti che dall’Oceano portano nel più tiepido Mediterraneo. Da secoli i tonnaroti favignanesi montano a mare una serie di reti dove i tonni vengono sospinti tra grida, canti propiziatori (cialome) e preghiere, ai comandi del rais, il capo mattanza che scandisce tempi e ritmi della pesca. La mattanza è un rito antico e cruento, ed emana un fascino arcano che ricorda ere tribali in cui l’uomo, per sopravvivere, si doveva misurare quotidianamente con la natura. Marettimo, con il suo piccolo paese ed i due porticcioli di pescatori, è sicuramente una delle più belle ed incontaminate isole d’Italia, caratterizzata da fondali cristallini e da una ricca fauna terrestre e marina. Marettimo in estate offre ai turisti mare, natura e quiete, essendo quasi assenti sull’isola i mezzi a motore. La Grotta del Cammello, la Grotta del Tuono, la Grotta Perciata, Punta Libeccio, Punta Bassana, Punta Troia col suo castello sullo strapiombo e innumerevoli altre cale e grotte, rendono Marettimo, nel Mediterraneo, unica nel suo genere.</p>
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		<title>Erice</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 21:50:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Virgilio cita Erice nell&#8217;Eneide, con Enea che la tocca due volte: la prima per la morte del padre Anchise, un anno dopo per i giochi in suo onore. Virgilio nel canto V racconta che in un&#8217;epoca ancora più remota vi campeggia Ercole stesso nella famosa lotta col gigante Erice, precisamente nel luogo dove poi si [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Virgilio cita Erice nell&#8217;Eneide, con Enea che la tocca due volte: la prima per la morte del padre Anchise, un anno dopo per i giochi in suo onore. Virgilio nel canto V racconta che in un&#8217;epoca ancora più remota vi campeggia Ercole stesso nella famosa lotta col gigante Erice, precisamente nel luogo dove poi si sfidarono al cesto il giovane e presuntuoso Darete e l&#8217;anziano Entello. In antico, insieme a Segesta, che parrebbe di fondazione coeva, era la città più importante degli Elimi, in particolare era il centro in cui si celebravano i riti religiosi. Durante la prima guerra punica, il generale cartaginese Amilcare ne dispose la fortificazione, e di qui difese Lilibeo. In seguito trasferì parte degli ericini per la fondazione di Drepanon, l&#8217;odierna Trapani. I Romani vi veneravano la &#8220;Venere Ericina&#8221;, la prima dea della mitologia romana a somiglianza della greca Afrodite. Scarse, o quasi nulle, sono le notizie della città e del santuario nel periodo bizantino, restando comunque economicamente attiva. Denominata Gebel-Hamed con l&#8217;occupazione araba dell&#8217;831, la rocca viene successivamente rinnovata nel periodo di stabilità normanna con la ristrutturazione delle antiche porte di età elimo-punica e l&#8217;apertura di tre porte (Trapani,Carmine e Spada) e la costruzione di un castello nell&#8217;area dell&#8217;antico santuario. Conseguentemente ripopolata la nuova cittadella Monte San Guliano, ribattezzata nel 1167 sempre dai normanni, acquista prestigio anche con la costruzione di nuovi edifici civili e religiosi. Da ricordare è anche la poco pacifica convivenza con i dominatori spagnoli, culminata con una rivolta popolare assai feroce. Nei secoli successivi si inseriscono nuovi ordini reigiosi che acquistanto sempre più potere nell&#8217;area trapanese con un carattere conservatore. Gli interventi urbanistici si rivedono nell&#8217;800 con l&#8217;edificazione di nuovi pallazzi signorili e la ristruttrazione della piazza centrale, dedicata successivamente ad Umberto I. La città tende comunque a conservare gelosamente il fascino di una cittadina medievale. A partite dal XVI secolo si svolge la rappresentazione del misteri in occasione del Venerdì Santo, emulando quella trapanese, in misura ridotta ma molto suggestiva. Sostituendo la rappresentazione scenica teatrale con statue in legno attorno all&#8217;800, i misteri vengono condotti a spalla, seguendo sempre il percorso originario. Nel 1934 Monte San Giuliano riprende il nome di &#8220;Erice&#8221;. Dal 1957 si organizza ogni anno, nel periodo primaverile, una gara automobilistica di cronoscalata, denominata gara in salita di velocità, per la quale esistono anche un campionato italiano e un campionato europeo. Sui tornanti che partono da Valderice e raggiungono la vetta dell&#8217;omonimo monte, sfrecciano a tutte velocità vetture moderne, storiche, prototipi da competizione e vettura formula, cirocondati da sportivi e appassionati e, naturalalmente, da uno sfondo mozzafiato. Dal 1963 è sede del Centro di cultura scientifica Ettore Majorana, istituito per iniziativa del professor Antonino Zichichi, che richiama gli studiosi più qualificati del mondo per la trattazione scientifica di problemi che interessano diversi settori: dalla medicina al diritto, dalla storia all&#8217;astronomia, dalla filologia alla chimica. Per questo è dato attribuito l&#8217;appellativo &#8220;città della scienza&#8221;. Nel 1990, a seguito della prima edizione dell'&#8221;Atelier Internazionale di Gastronomia Molecolare&#8221;, di cui da allora regolarmente si tengono convegni annuali, si ebbe il formale riconoscimento della disciplina della gastronomia molecolare.</p>
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		<title>Dintorni</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 21:01:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel cuore della città vecchia, a breve distanza dal porto e da Almaran, Trapani conserva molti monumenti della sua storia passata, palazzi ed una notevole quantità di Chiese. Fra i palazzi i più rimarchevoli sono quello barocco del Municipio, Palazzo Cavarretta, antica sede del Senato trapanese, Palazzo Riccio di San Gioacchino, Casa Ciambra o Palazzo [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Nel cuore della città vecchia, a breve distanza dal porto e da Almaran, Trapani conserva molti monumenti della sua storia passata, palazzi ed una notevole quantità di Chiese. Fra i palazzi i più rimarchevoli sono quello barocco del Municipio, Palazzo Cavarretta, antica sede del Senato trapanese, Palazzo Riccio di San Gioacchino, Casa Ciambra o Palazzo della Giudecca, dalla ricca facciata a bugne di diamante, una caratteristica costruzione del XV secolo nell’antico quartiere ebraico della Giudecca. Il monumento in assoluto più antico che Trapani conserva è la Colombaia, parte integrante delle fortificazioni portuali del XIV secolo, una torre ottagonale che sorge su un isolotto antistante al porto. Alla metà del ‘300 si data la facciata della Chiesa di sant’Agostino, col ricchissimo rosone ed il portale ad archi ogivali e la Chiesa di S. Domenico, della cui architettura originaria rimane il rosone della facciata e la scala interna del campanile. Del ‘500, invece, è la Chiesa di S. Maria di Gesù, nella cui facciata si uniscono forme gotiche e rinascimentali. Del XVI secolo, è la Chiesa del Collegio, uno dei più importanti documenti barocchi dell’intera Isola. Del ‘700 è la facciata preceduta da un portico della Chiesa Cattedrale, dedicata a S. Lorenzo, che conserva al suo interno una Crocefissione attribuita al Van Dyck nonché quella della Chiesa del Purgatorio, la cui facciata è stata progettata dall’architetto G.B. Amico, che contiene i 20 gruppi sacri dei Misteri. All’estremità della striscia falcata su cui sorge il centro storico di Trapani, alla confluenza dei mari, si trova Torre di Ligny, a pochi passi dal B &amp; B Almaran, al cui interno si trova il Museo di preistoria e protostoria. A circa due chilometri dal centro storico e da Almaran, si trova il Santuario dell’Annunziata, del XIV secolo. La facciata originaria presenta uno splendido rosone ed un portale gotico del ‘400, mentre il campanile barocco risale al 1650 e l’interno è stato integralmente rifatto nel XVIII secolo. Al suo interno, nella cinquecentesca Cappella dei Marinai, si fondono armoniosamente elementi gotici, rinascimentali ed arabi, mentre in una cappella del ‘600 si trova una statua trecentesca attribuita a Nino Pisano o alla sua scuola, che è venerata come Madonna di Trapani. Molti ancora sono i monumenti ragguardevoli di Trapani e della sua provincia: palazzi e torri, bastioni e chiese, mura e portali, statue e fontane sono numerosissimi e degni di nota ed sarebbe limitante costringerli in un elenco, quando aspettano solo di essere scoperti, compresi, apprezzati. Tra storia e folklore, sacralità e rito si collocano le manifestazioni legate alla Settimana Santa: i Misteri. Il Venerdì Santo di ogni anno, alla lenta e struggente cadenza delle marce funebri, per tutto il pomeriggio e la notte del venerdì fino alla tarda mattinata del sabato, si snoda per le vie di Trapani una processione costituita da venti vare, che rievocano la passione e la morte del Cristo, trasportata a spalla dai massari, i portatori che, con un andamento particolare che viene chiamato annacata, danno vita ad uno spettacolo inusuale ed emotivo.</p>
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